"Bisogna insistere sulla conversione sia della pastorale sia dell’evangelizzazione. Se non c’è un cambiamento nelle nostre Chiese con una fede che sia responsabile e dunque anche con dei fedeli corresponsabili della Chiesa continueremo sempre ad approfondire ma mancherà il "come possiamo" in modo preciso testimoniare Gesù Cristo nella nostra società". Padre Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, accoglie con soddisfazione le parole di Benedetto XVI oggi al Convegno di Verona. "Il Papa dichiara al SIR – ha richiamato ad una testimonianza credibile. Già il card. Tettamanzi lo aveva detto nella prolusione: i cristiani devono essere credibili non per quel che dicono ma per quel che fanno. Il tema sottolineato dal Papa è chiaro: la differenza cristiana in un mondo indifferente. Se noi mostriamo la differenza smuoviamo l’indifferenza, ma se ci mettiamo sugli assetti di indifferentismo come la società attuale perdiamo tutto il sapore". L’abate ordinario di Subiaco, dom Mauro Meacci, si dice colpito dal riferimento del Pontefice alla matematica, segno di "un’unica intelligenza originaria che suscita domande importanti per la vita di fede e capovolge la tendenza moderna di dare il primato all’irrazionale per riproporre l’unità di teologia e scienza. Un modo puntuale per ridare alla fede un diritto di cittadinanza che è sempre più minacciato".