VERONA 2006: COMMENTI DISCORSO PAPA; MONS. FORTE, "NO A CIÒ CHE RIDUCE E OFFENDE L’UOMO"

“La cattedra altissima del successore di Pietro è venuta a risplendere in modo più pieno negli anni della sofferenza di Giovanni Paolo II: questo ha voluto ricordarci, oggi, Benedetto XVI, mettendo in evidenza come è veramente l’opera di Dio che si compie nel ministero papale": mons. Bruno Forte presidente della Commissione episcopale per la Dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi, commenta così il ricordo di Giovanni Paolo II nelle parole di Benedetto XVI all’assemblea del Convengo di Verona. "Nella fragilità umana di Giovanni Paolo II si è manifestata la potenza della croce e la speranza di risorgere è venuta ad annunciarsi al mondo. E questo è un messaggio di grande attualità per una Chiesa, come quella italiana, che si interroga proprio sulla speranza e sul suo fondamento in Cristo. Non è una speranza a buon mercato, ma a caro prezzo, al prezzo dell’amore". Un amore, che il Papa ha invitato a vivere in modo autentico e non in "forme deboli e deviate": "Nel discorso mi sembra prevalente – dice mons. Forte – il grande sì che questo Papa ha voluto dire all’uomo come lo ha detto Dio in Gesù Cristo. È chiaro che questo grande sì comporta i no a ciò che riduce, offende e minimizza l’uomo".