Ghirlanda ha, poi, presentato al Papa i lavori nei cinque ambiti della testimonianza. Per la vita affettiva è emersa la necessità di coltivare "il dialogo e l’amicizia," l’esigenza di rinnovare "i percorsi per l’educazione all’amore e all’affettività" e "l’urgenza di sostenere la famiglia fondata sul matrimonio". Per il lavoro e la festa, "occorre recuperare l’autentica concezione del tempo cristiano" e riscoprire un’"etica sociale" per formare "coscienze adulte che si spendono per la dignità dell’uomo e per il bene comune": Nella fragilità, ha osservato Ghirlanda, "si svela il legame forte fra la virtù della speranza e la virtù della carità". Riguardo alla tradizione è "prioritaria la necessità della formazione", mostrando come "la salvezza cristiana" sia capace di rispondere "alle domande di senso e di verità che albergano nel cuore degli uomini". Per la cittadinanza è necessario "rafforzare l’identità di cittadini consapevoli della propria responsabilità e del proprio impegno nei confronti del bene comune". Ghirlanda ha rivolto anche un pensiero a mons. Cataldo Naro, uno dei vice presidenti del Comitato preparatorio, morto improvvisamente il 29 settembre, e un ringraziamento e un augurio di ristabilirsi pienamente a mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei.