Pur nella "confusione che viene dai fondamentalismi e dai fautori del secolarismo", gli uni e gli altri accomunati secondo Camdessus dal fatto "che al minimo pretesto esplodono, riuscendo ad occupare i mass media ed esercitando una specie di intimidazione sottile a livello culturale", i "germogli di speranza" non mancano. Ha parlato della "comparsa di una nuova generazione di laici che si mobilitano perché la vita della loro Chiesa continui". "Ancora più evidente ha aggiunto – è il contributo, in un certo senso ancora più sconcertante, delle comunità nuove portatrici di un forte slancio spirituale, forse meno spettacolare di un tempo ma privo di ogni complesso di fronte al politicamente corretto". Il presidente delle Settimane sociali francesi ha anche ricordato la "richiesta sempre più frequente fatta ai cristiani di esprimersi in modo più incisivo, perché gli uomini sono assetati di senso". Infine ha affermato che "soprattutto viene data una risposta dalla vita delle parrocchie e delle comunità religiose, così che i cristiani si esprimano come cristiani sempre di più", ricordando le "tante battaglie in cui sono messi in discussione l’uomo e la sua dignità", in cui "i cristiani sono presenti in prima linea".