"Portate nel mondo la speranza di Dio, che è Cristo Signore, il quale è risorto dai morti, e vive e regna nei secoli dei secoli". Si è conclusa con una sorta di mandato missionario l’omelia della Messa del Papa allo Stadio Bentegodi di Verona, in cui Benedetto XVI ha formulato l’augurio "che la Chiesa in Italia possa ripartire da questo Convegno come sospinta dalla parola del Signore risorto che ripete a tutti e a ciascuno: siate nel mondo di oggi testimoni della mia passione e della mia risurrezione". "Cristo è speranza per il mondo perché è risorto, ed è risorto perché è Dio", ha spiegato Benedetto XVI, secondo il quale "anche i cristiani possono portare al mondo la speranza, perché sono di Cristo e di Dio nella misura in cui muoiono con Lui al peccato e risorgono con Lui alla vita nuova dell’amore, del perdono, del servizio, della non-violenza. Solo se, come Cristo, non sono del mondo, i cristiani possono essere speranza nel mondo e per il mondo". "Nel suo nome recate a tutti l’annuncio della conversione e del perdono dei peccati, ma date voi per primi testimonianza di una vita convertita e perdonata", ha esortato il Papa, anche nelle "tante le situazioni difficili che attendono un intervento risolutore".