"Nel 1976 la celebrazione del Concilio era ancora vicina; si avvertiva forte l’entusiasmo per un rinnovamento nella vita della Chiesa che aveva segnato una forte rottura con il passato". È il ricordo di Paolo Nepi, docente di filosofia presso l’Università di Roma 3, che nel 1976 partecipò al 1° Convegno ecclesiale di Roma in qualità di vice presidente del settore giovani dell’Azione Cattolica di Arezzo; oggi è di nuovo delegato della sua diocesi al Convegno di Verona; nel frattempo, ha partecipato anche a quelli di Loreto e Palermo. A Roma nel 1976, "era chiaro il compito di tradurre in italiano le affermazioni contenute nei documenti conciliari la cui conoscenza era ritenuta basilare per il credente". "Forse oggi ha aggiunto Nepi -ne è diffusa una conoscenza superficiale, ma per una presenza cristianamente forte occorre rivalutarne lo studio, l’approfondimento e la meditazione". "Sono convinto ha concluso Nepi – che la riflessione maturata in questi anni sicuramente avrà una ricaduta sul piano civile, ricreando una sensibilità su grandi questioni sociali e politiche che assicurino il reciproco rispetto e non la demonizzazione vicendevole".