VERONA 2006: VOCI DI CONVEGNISTI, "SENSIBILITÀ SULLE GRANDI QUESTIONI SOCIALI"

"Nel 1976 la celebrazione del Concilio era ancora vicina; si avvertiva forte l’entusiasmo per un rinnovamento nella vita della Chiesa che aveva segnato una forte rottura con il passato". È il ricordo di Paolo Nepi, docente di filosofia presso l’Università di Roma 3, che nel 1976 partecipò al 1° Convegno ecclesiale di Roma in qualità di vice presidente del settore giovani dell’Azione Cattolica di Arezzo; oggi è di nuovo delegato della sua diocesi al Convegno di Verona; nel frattempo, ha partecipato anche a quelli di Loreto e Palermo. A Roma nel 1976, "era chiaro il compito di tradurre in italiano le affermazioni contenute nei documenti conciliari la cui conoscenza era ritenuta basilare per il credente". "Forse oggi – ha aggiunto Nepi -ne è diffusa una conoscenza superficiale, ma per una presenza cristianamente forte occorre rivalutarne lo studio, l’approfondimento e la meditazione". "Sono convinto – ha concluso Nepi – che la riflessione maturata in questi anni sicuramente avrà una ricaduta sul piano civile, ricreando una sensibilità su grandi questioni sociali e politiche che assicurino il reciproco rispetto e non la demonizzazione vicendevole".