Dopo l’Angelus, ieri mattina, Benedetto XVI ha ricordato il suo incontro del 30 settembre con Emmanuel III Delly, patriarca di Babilonia dei Caldei, il quale gli ha parlato della "tragica realtà" vissuta quotidianamente dalla popolazione dell’Iraq, "dove cristiani e musulmani vivono insieme da 14 secoli come figli della stessa terra". Dopo aver auspicato "che non si allentino tra loro questi vincoli di fraternità", il Papa ha invitato tutti a pregare per "il dono della pace e della concordia per quel martoriato Paese". Il Santo Padre, poi, ha ricordato che oggi 2 ottobre si celebra la Giornata mondiale per l’habitat, indetta dall’Onu, dedicata quest’anno al tema "Città, magneti di speranza". La gestione del rapido processo di urbanizzazione, per il Papa, "rappresenta uno dei più gravi problemi con cui l’umanità del XXI secolo è chiamata a confrontarsi". Di qui l’"incoraggiamento a quanti, a livello locale e internazionale, operano affinché alle persone che abitano nelle periferie degradate siano assicurate degne condizioni di vita, la soddisfazione dei bisogni primari e la possibilità di realizzare le proprie aspirazioni, in particolare nell’ambito familiare e in una convivenza sociale pacifica".