“A dispetto delle differenze che, in Svizzera come ovunque nel mondo, caratterizzano l’Islam e il cristianesimo, Dio ci ha creato a sua immagine. Vuole che ci amiamo come fratelli e sorelle in umanità”. È quanto afferma, in occasione della fine del Ramadan che si celebra oggi 20 ottobre, mons. Pierre Bürcher, vescovo ausiliario di Losanna, Ginevra e Friburgo e presidente del Gruppo di lavoro Islam della Conferenza episcopale svizzera, in un messaggio ai musulmani che vivono nel Paese elvetico. Ogni anno, ricorda il presule, il Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso indirizza per l’occasione a nome del Papa un messaggio a tutti i musulmani. Il messaggio di quest’anno, presentato stamani in sala stampa vaticana, sarà sul sito della Santa Sede (www.vatican.va). “Non esitate a leggerlo – esorta mons. Bürcher – e poiché potranno contribuire a un dialogo sempre più franco tra noi le vostre reazioni saranno le benvenute”. Richiamando la giornata di digiuno per la pace proposta ai cattolici da Giovanni Paolo II nel 2002 l’ultimo venerdì del Ramadan, e l’incontro di Assisi del 1986, mons. Bürcher conclude: “Le nostre religioni non possono che essere portatrici di pace, perché Dio è la pace”.