Un "piacevole stupore davanti al fatto che la Chiesa a Verona sta dibattendo, anziché registrare un formale consenso unilaterale". È la prima impressione che si ricava dai mezzi d’informazione di questi giorni secondo Piermarco Aroldi, vicedirettore dell’Osservatorio sulla comunicazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. "I media hanno registrato sorpresa davanti alla realtà del dibattito spiega al SIR anche se questo elemento è fortemente sintonico con gli schemi con cui la stampa tende a ragionare quando parla della Chiesa, e di quella italiana in particolare". Ed è "una generale sudditanza, più o meno interessata, a una visione bipolare o mutualistica, ormai datata, della Chiesa italiana" la seconda impressione che Aroldi ricava. "Sono schemi pigramente replicati, a cui a volte si accompagna chiaramente l’interesse a far pendere l’asse da un parte piuttosto che dall’altra". Da ultimo "tra la sorpresa iniziale e la sudditanza a questa visione bipolare, la stampa italiana esce ancora una volta segnata da una certa incapacità a leggere la polifonia della Chiesa, la sua ricchezza e complessità". (segue)