Di fronte alle tante difficoltà che la vita affettiva incontra nella quotidianità dei nostri giorni "si registra un profondo bisogno di relazioni autentiche", sottolinea nella sintesi Iafrate. "Dentro l’affettività aggiunge – c’è un bene irrinunciabile per il soggetto umano, un bene da liberare, da fare emergere, da educare". "La vocazione etica degli affetti non è un insieme di divieti o di precetti moralistici, ma ne costituisce l’orientamento profondo" e proprio per questo la vita affettiva, rimane valore. Grande attenzione è stata posta alla famiglia come luogo in cui si impara "gradualmente a vivere le relazioni". Alla Chiesa viene chiesto "il servizio della verità", "una formazione non settoriale" e molto sentita è stata "l’esigenza di una pastorale unitaria". I gruppi di lavoro hanno evidenziato "l’importanza della direzione spirituale come accompagnamento della persona", rilevando al contempo che "i sacerdoti sono anch’essi figli del nostro tempo e quindi spesso poco attrezzati a rispondere a questo difficile compito". Ecco che allora fondamentale è la formazione, anche di consacrati, presbiteri e seminaristi. I gruppi di lavoro chiedono che alla famiglia venga "dato spazio e responsabilità". Alla Chiesa è stato chiesto, infine, un impegno nella "pastorale della vicinanza", affinché la comunità cristiana si presenti sempre più come "locanda dell’accoglienza".