"Giovanni Paolo II, filosofo e teologo, grande pastore della Chiesa, ha lasciato una ricchezza di scritti e di gesti che esprimono il suo desiderio di diffondere il Vangelo di Cristo nel mondo, adoperando i metodi indicati dal Concilio Vaticano II e di tracciare le linee di sviluppo della vita della Chiesa nel nuovo millennio. Questi doni preziosi non possono essere dimenticati". Lo ha detto Benedetto XVI incontrando oggi i rappresentanti della Fondazione Giovanni Paolo II di cui ricorre il venticinquesimo anniversario. Il Pontefice ha lodato l’impegno dei membri della Fondazione che "in tutto il mondo si impegnano per mantenere viva la memoria di Giovanni Paolo II, del suo insegnamento e dell’opera apostolica da Lui svolta nel corso del Pontificato". Un impegno che "ormai tocca il mistero della santità del Servo di Dio" e che "assume un nuovo significato dopo la scomparsa del Pontefice". "La raccolta degli scritti pontifici e della ricca documentazione dell’attività della Santa Sede, nonché delle opere letterarie e dei commenti presentati nei mezzi di comunicazione sociale è un archivio completo e costituisce una base per lo studio approfondito del patrimonio spirituale di Giovanni Paolo II. Non desistete da questa buona opera ha concluso – che essa continui a svilupparsi. Che il comune sforzo, sostenuto da Dio, continui a produrre magnifici frutti".