“I media laici rivelano grande ignoranza e sospetto verso la religione. Le istituzioni religiose, da parte loro, dimostrano scarsa fiducia nei media e non sembrano in grado di comprendere i fondamenti del giornalismo e le sfide della moderna tecnologia dell’informazione”. E’ quanto affermato ieri a Lisbona dal giornalista portoghese António Marujo, nella sua conferenza al Premio John Templeton su “Religione e media – Incomprensioni e opportunità”. Marujo, giornalista del quotidiano della capitale lusitana “Publico”, è il vincitore del Premio Templeton “Scrittore europeo di religione dell’anno 2005”, assegnatogli dalla Conferenza delle Chiese europee (Cec/Kek) nello scorso luglio. Sede della conferenza di ieri il “Grémio Literário”, antico circolo di Lisbona che per l’occasione ha visto la presenza del rev. Diamantino Lemos della Chiesa anglicana del Portogallo e di Luca Negro, responsabile comunicazione Cec/Kek. “Per molti capi delle Chiese – ha proseguito Marujo – i media sono solo una moderna forma di pulpito. Questo è uno dei peggiori equivoci. Come giornalista – ha concluso – devo certamente scrivere di istituzioni religiose, ma per me è egualmente importante dare spazio a voci sconosciute, a umili ma significative esperienze di fede”.