È ancora una bozza di legge, ma i vescovi spagnoli hanno voluto chiarire ancora che non sono d’accordo con la cosiddetta “Bozza di legge sulla ricerca biomedica”. Il portavoce episcopale Juan Antonio Martínez Camino ha presentato oggi alla stampa la nota del Comitato esecutivo della Conferenza episcopale spagnola, nella quale si ribadisce che “la Chiesa incoraggia senza vacillamenti la scienza e la tecnica che si mette al servizio della vita umana” ma fa presente che se la legge "non viene modificata dal Parlamento non tutelerà debitamente la vita umana”. Il rischio è che “apra la porta alla pratica legale di nuovi abusi contro la dignità dell’essere umano”. Vi è quindi fiducia nel “buon senso” dei legislatori e appello ai “cattolici che sanno che questo progetto è discordante dai principi basilari dell’etica". "Se non viene modificato sostanzialmente avvertono i vescovi -, i cattolici non potranno dare il loro voto favorevole senza mettersi obiettivamente in disaccordo con la dottrina cattolica”. I vescovi non accettano gli aspetti nei quali “si determina che fino al 14 giorno di fecondazione il prodotto non è un embrione e si qualifica come pre-embrione e dunque non merita la protezione dovuta alla vita di un essere umano”.