"L’immigrazione va trattata senza ideologie, senza strumentalizzazioni, senza pregiudizi, senza retorica, senza paure". Alla presentazione, stamattina a Roma, del Dossier statistico immigrazione Caritas/Migrantes 2006 ha espresso questo parere Rando Devole, sociologo e giornalista albanese, che ha aggiunto: "Si potrebbe estendere anche la serie del con, ad esempio con realismo e con coraggio, ma è sufficiente una raccomandazione per tutte: l’immigrazione va trattata con buonsenso". Nell’era della globalizzazione, "all’Italia, il cui sistema economico ha bisogno di confrontarsi con il mondo, i migranti servono non solo come promotori del ‘made in Italy’, ma anche come fattori di collegamento con altre economie". Inoltre, essendo "l’immigrazione lo specchio della società", essa offre "l’occasione di ripensare se stessa e tutta la società": "Culturalmente ogni immigrato è una finestra interessante sul mondo. Un’occhiata da quella parte arricchisce e aiuta a riconsiderare l’importanza della diversità, nonché a capire un mondo che sta sul cortile di casa, visto che la globalizzazione ha ristretto sensibilmente lo spazio-tempo tradizionale".