“I Rom non sono un’appendice della Chiesa o della città ma ne fanno parte integrante perché battezzati e perché cittadini a tutti gli effetti. I Rom vanno accolti, rispettati e soprattutto amati: i cristiani sono differenti e non diversi. Il rom è differente da noi per storia e cultura ma si può benissimo integrare nella nostra società e nella nostra Chiesa". E’ quanto ha detto ieri sera mons. Luigi Cantafora, vescovo di Lamezia Terme, intervenendo al convegno sul tema “Riscoprirsi insieme cittadini. Spazi di parola di giovani Rom”, promosso dalla cooperativa sociale “Ciarapanì” e della quale fanno parte alcuni giovani Rom che vivono nella città calabrese. "Se i Rom – ha aggiunto il vescovo – restano un’appendice, un fenomeno isolato, le problematiche diventano sempre più complesse e sempre più lontane le prospettive di soluzione. Se si lavora per l’integrazione la città non può che ricavarne giovamento sotto ogni aspetto”. Nel corso del convegno è stato presentato il progetto “Ric (Riconoscersi Insieme Cittadini) che prevede, fra l’altro, percorsi formativi e di inclusione sociale con i Rom e uno “spazio parola” attraverso cui comunicare con il resto della città. La presenza dei Rom in Italia è stimata attorno alle centomila persone.