BENI CULTURALI: CARD. SCOLA (PATRIARCA VENEZIA), LE MOSCHEE SIANO "RISPOSTA ALLA DOMANDA DEL POPOLO"

Un edificio liturgico che sia "al servizio" della "comunità vitale" e non la "preceda". Questo il criterio da seguire, secondo il patriarca di Venezia, quando si parla di architetture per la liturgia, sia che si tratti di chiese, sia che riguardi moschee o sinagoghe. Nella realtà odierna, è in corso un "processo di meticciato di civiltà e culture" che ci costringe "a ripensarci alla radice", ha sottolineato il patriarca intervenendo stamani, attraverso una video-intervista, al convegno "Architettura e liturgia nel Novecento. Esperienze europee a confronto", organizzato ieri e oggi a Venezia. Processo lento e imprevedibile, ma al cui interno "dovremo trovare equilibri". "Basti constatare il fatto – ha osservato – che fino a dieci anni fa in Italia quasi non si sapeva cosa fosse una moschea, e oggi invece esistono 160 tra moschee e luoghi di culto". Così come "sono da sempre inserite nell’agglomerato urbano" le sinagoghe, "meraviglie da contemplare" e "luoghi ancora vitali di preghiera". Il "vero criterio del dialogo", ha suggerito, è "che sia la comunità vitale a chiedere la moschea e non viceversa". "Questo aiuterà a far nascere il luogo di culto secondo una dimensione di risposta alla domanda del popolo, che saprà trovare anche la possibilità della convivenza pacifica", in un meticciato che non è "sincretismo religioso", ma "differenza nell’unità".