” “"La Chiesa in Polonia non richiede nessun privilegio, esige però il rispetto dell’autonomia garantita dalla Costituzione e dal Concordato". A ribadirlo sono i vescovi polacchi, che al termine della loro assemblea plenaria, svoltasi a Varsavia nei giorni scorsi, spiegano così la decisione di istituire una Commissione storica che, "in collaborazione con le commissioni diocesane esistenti esaminerà la storia della persecuzione della Chiesa nella Polonia del dopoguerra". "Prima che sorgesse una qualsiasi opposizione organizzata nel Paese sottolineano i presuli in una nota – la Chiesa ha difeso da sola per decine di anni la dignità dell’uomo e della nazione", divenendo "l’istituzione più perseguitata e più attaccata". In un Paese "oggi indipendente e democratico", fino al 1989, "le azioni della macchina criminale dei servizi segreti dello stato comunista hanno costretto alla collaborazione, con il ricatto e le minacce, sia laici sia sacerdoti. Solo in tale contesto ammoniscono i vescovi – è lecito valutare singoli casi" di eventuale "collaborazione con i servizi di sicurezza". "La Chiesa non può acconsentire a una situazione in cui al di fuori di ogni procedimento giuridico, con accuse pubbliche si intacca la dignità umana delle persone imputate", concludono i vescovi, dichiarandosi "solidali" con le persone che hanno "ricevuto torti".” “