Nonostante il “gran numero di progressi” raggiunti nel campo della “prevenzione, trattamento e cura” dell’Aids, “mentre la pandemia sembra essere sotto controllo in certi paesi, molti altri appaiono quasi privi di aiuto nel fronteggiare la diffusione” del virus. Il grido di allarme viene da mons. Celestino Migliore, osservatore della Santa Sede all’Onu, che intervenendo alla 61ma sessione dell’assemblea generale delle Nazioni Unite ha esortato ad “affrontare” la “sfida” dell’Aids “con iniziative più mirate, imparando, ad esempio, dalle specifiche azioni prese nell’ambito del debito estero con i paesi poveri più indebitati”. “La concentrazione delle nostre risorse finanziarie, logistiche e umane è la tesi dell’esponente vaticano potrebbe rendere capaci i paesi più colpiti dall’Aids di porre fine a questo flagello e consolidare la speranza che l’umanità debellerà la pandemia diffusa in tutto il mondo”. Nel suo intervento, mons. Migliore ha affrontato anche il tema dell’assistenza umanitaria: “Le Nazioni Unite ha auspicato dovrebbero continuare a giocare un ruolo chiave nel bilanciare l’autonomia degli attori della società civile con il bisogno dm assicurare aiuto effettivo ai più vulnerabili”.