"Ricominciare a guardare i problemi dell’Europa può essere anche un modo per uscire dalla crisi dell’informazione italiana, troppo legata all’autoprogionia della virtualità esasperata". Lo ha detto Giuseppe De Rita, segretario generale del Censis, intervenendo oggi a Roma alla presentazione del sesto rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione in Italia, che per la prima volta contiene una comparazione tra le “diete” mediatiche italiane e quelle di altri Paesi europei. “Il problema dell’Europa – ha detto il relatore – è una crisi culturale non legata soltanto al fatto comunicativo, ma alla crisi più generale del modello occidentale”. In termini mediatici, per De Rita la comunicazione europea, e quella italiana in particolare, è caratterizzata da una “virtualità ad oltranza”, con “la coazione a moltiplicare l’offerta ormai senza fare più domanda”. Di qui “l’aumento della dimensione virtuale del mondo moderno, quasi che l’unico tipo di cultura europea sia una cultura virtuale”. In controtendenza, ha concluso De Rita, “i primi due bisogni” importanti per gli italiani, nel loro rapporto con i media: “l’informazione e l’approfondimento, che dimostrano come la comunicazione sia alla fine legata a noi stessi, al nostro bisogno di capire meglio”.