SEQUESTRO SARDEGNA: MONS. ATZEI (SASSARI), "GRANDE COMMOZIONE PER LE PAROLE DEL PAPA" (2)

Per mons. Atzei "questo rapimento non segna l’inizio di una nuova stagione di sequestri, perché nessuno oggi si permette di mantenere per mesi un rapito, con tutti i rischi conseguenti". In realtà, osserva il presule, "in Sardegna esiste una cultura della legalità"; mafia, ndrangheta e camorra non ci sono, "se non a livello indotto". Il problema è un altro: "da secoli i sardi sono abituati a farsi giustizia da soli, attraverso faide tra famiglie". In alcune comunità "certe reazioni vendicative – spiega l’arcivescovo – si tramandano di padre in figlio. Ciò è frutto anche di ignoranza e di difficoltà di inserimento sociale. Ciò coinvolge ancora a giovani di comunità chiuse". "La Chiesa – dice mons. Atzei – è sempre intervenuta per contrastare questa mentalità attraverso gli interventi dei vescovi, ma anche operando attraverso una catechesi permanente sull’amore perdonante e la riconciliazione, la scuola e la cultura in genere. Un ruolo importante lo hanno anche i mezzi di comunicazione, soprattutto quelli ecclesiali, perché, oltre a spiegare il sostrato culturale e sociale che c’è dietro questi delitti, richiamano ad un’idealità civile che è necessaria in certa parte della Sardegna".