"Non vi accontentate di discutere; non aspettate per fare il bene le occasioni che forse non verranno mai. La Chiesa ha bisogno delle vostre energie, del vostro entusiasmo, dei vostri ideali giovani, per far sì che il Vangelo permei il tessuto della società e susciti una civiltà autentica e dell’amore senza discriminazione". E’ un tratto del discorso pronunciato da Giovanni Paolo II a Berna, in Svizzera, nel giugno 2004, citato da mons. Renato Corti, vescovo di Novara, nella sua ultima lettera pastorale, dedicata ai giovani. "Bisogna discutere, certo", commenta il presule, ma "le chiacchiere non portano da nessuna parte. La vera scelta è quella di affrontare l’oggi come se fosse una giornata importante, sia perché lo può essere davvero, sia perché non c’è modo migliore per non sciuparla". "Non si tratta spiega il vescovo ai giovani di essere dei poveri illusi o degli ingenui sognatori. Ma escluderlo non vuol dire giocare al ribasso e gettare continuamente acqua sul fuoco". Poi la provocazione del vescovo, rivolta idealmente a ogni giovane: "Se non hai entusiasmo negli anni giovanili, quando mai lo avrai? Anche a te, proprio a te, giunge l’invito a impegnarti perché, tra la barbarie sempre incombente e la civiltà sempre ardua, quest’ultima vinca la prima".