Nella categoria “formato medio” la giuria ha votato all’unanimità “Angeli”, per l’originalità dello stile del racconto, che scorre attraverso immagini vecchie e nuove di 36 anni di vita di una famiglia con due figlie disabili gravi, offrendo “un messaggio positivo sul senso e il valore della vita delle persone con disabilità, in un periodo di grandi dibattiti sull’eutanasia”. Il lungometraggio premiato è stato invece il francese “All’ombra della fede”, che in 55 minuti racconta la “terapia della fede” ” “evangelica proposta all’interno dell’ineluttabile carcere a vita a cui sono destinati le migliaia di carcerati di Angola, penitenziario/città della Louisiana (Usa). Un documentario scioccante che pone il quesito della strumentalizzazione e del fanatismo della fede e di un suo uso a volte ” “”forzato”. Altre menzioni speciali sono state attribuite ad un ” “documentario sulle povertà nascoste a Ginevra e ad un film/diario epistolare via e-mail tra un anziano malato di tumore e un interlocutore più giovane.” “