"Il ruolo delle Chiese è quello di formare le coscienze", dei singoli, delle comunità, dei politici, "in modo che il fenomeno migratorio possa essere percepito e affrontato in modo nuovo". Mons. Nicholas Di Marzio, vescovo di Brooklyn (New York), analizza la realtà demografica americana che, "nell’attuale scenario globale" è simile per molti aspetti a quella del vecchio continente. Intervenendo ieri sera a Bruxelles al seminario su "La migrazione in un mondo interconnesso: quale impatto sull’Ue", promosso dalla Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea), Di Marzio ha enumerato i molteplici aspetti collegati agli spostamenti delle popolazioni, ricordando che "ci sono varie ragioni per questa scelta. C’è chi si sposta spontaneamente per migliorare la propria situazione professionale o sociale"; ma soprattutto "ci sono tantissime persone costrette a muoversi, a prezzo di pesanti sacrifici e di abbandoni", per sfuggire alla fame, alla guerra o alle persecuzioni. Secondo il vescovo occorre dunque "conoscere a fondo il fenomeno" per poi intervenire su più fronti: il sostegno ai paesi poveri, per il loro sviluppo e in chiave preventiva rispetto alle migrazioni; "l’accoglienza di chi arriva nei nostri paesi"; l’integrazione sul piano culturale e sociale. (segue)