"L’uomo può essere libero nonostante i muri e le sbarre": queste parole di Papa Wojtyla sono state rievocate, nei giorni scorsi, da Franco Bucarelli ai detenuti del carcere di Rebibbia, dove è stato presentato il suo libro intitolato "Giovanni Paolo II, i segreti di un pontificato". Del volume hanno parlato Carmelo Cantone, direttore del penitenziario, Slawomir Oder, postulatore della causa di beatificazione del Papa polacco, Angelo Scelzo, sottosegretario del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali. Ricordando la visita del Papa polacco nel 1983 a Rebibbia e nel 2000 a Regina Coeli, mons. Oder ha sottolineato che "la profonda compassione" mostrata dal Papa verso i carcerati "non era commiserazione, ma partecipazione ai sentimenti dell’altro". Nel corso dell’incontro è stata resa nota una lettera a mons. Oder di un giovane detenuto, prima accusato di tentato omicidio e poi scagionato, nella quale spiega come il ricordo di Giovanni Paolo II lo abbia fatto desistere da un proposito suicida.