In una società che invecchia sempre di più, "gli anziani possono fare molto per sviluppare una cultura dell’integrazione e della reciproca conoscenza dell’altro". E’ il tema posto alla riflessione della terza edizione della "città che apprende", il Festival che l’Auser dedica ogni anno all’educazione degli adulti. "Gli italiani anziani sono al centro delle dinamiche indotte dall’immigrazione ha detto Luigi De Vittorio, vicepresidente nazionale Auser aprendo a Napoli l’incontro, alla presenza del Ministro della Famiglia, Rosy Bindi e spesso hanno più difficoltà a confrontarsi con gli stranieri. Sono essi stessi soggetti deboli più esposti ai contraccolpi del fenomeno, alle ansie, alle paura, al senso di insicurezza. Ma sono anche quelli che hanno un rapporto più diretto con alcune categorie di immigrati". Quasi un milione di stranieri, soprattutto donne, lavorano infatti nelle case degli italiani dove ci sono anziani, bambini, malati. Di qui la proposta di dare agli anziani "strumenti culturali", attraverso le oltre 150 università Auser per tutte le età, frequentate da più di 30mila anziani ogni anno, e l’idea di promuovere "opportunità di dialogo con gli immigrati". Oggi, 5 ottobre, l’incontro prosegue a S. Giorgio a Cremano, con una tavola rotonda e una festa multietnica.