EUROPA: GROSSER (UNIVERSITÀ DI PARIGI), "LO SGUARDO COMUNE SULL’UOMO FERITO"

” “"Nella costruzione dell’Europa unita la somma dei sacrifici é stata minore della somma dei vantaggi". Si può riassumere con queste parole l’intervento di taglio storico che Alfred Grosser, docente di scienze politiche all’Università di Parigi, ha proposto questa mattina al seminario della Comece, sul tema "50 anni dopo il Trattato di Roma, quali valori per l’Europa" in corso a Clermont Ferrand, per iniziativa della Commissione degli episcopati della comunità europea (Comece). In un’aula gremita di studenti, che hanno seguito con grande attenzione la relazione e che interverranno nel dibattito, Grosser, proponendo alcune tappe della costruzione europea, ha affermato che "tra i valori più importanti di questa esperienza é stato e sarà lo sguardo comune sull’uomo ferito". "La volontà e la capacità di riconciliazione, il rispetto dell’altro – ha aggiunto – sono la strada sulla quale l’Europa cammina, non corre, perché sensibilità e impegni non si rafforzano e diffondono con la fretta". Inoltre, ha ricordato Grosser, "ridurre le diversità a un’unica identità significa creare aggressività". Mihaly Kranitz, teologo all’Università di Budapest, ha quindi portato una testimonianza sulla rivoluzione ungherese del 1956. "I carri armati – ha commentato – hanno fermato e ferito il desiderio di libertà di un popolo ma non l’hanno spento. L’Europa é fatta di queste storie di studenti, operai, intellettuali e gente comune".” “