La povertà in Italia sta assumendo proporzioni rilevanti e potrebbe peggiorare ulteriormente, secondo la tendenza per la quale oggi, rispetto a 10 anni fa, il numero di coloro che sono sotto la soglia di povertà è aumentato a 7,5 milioni: lo afferma la ricerca "Vite fragili Rapporto 2006 su povertà ed esclusione sociale in Italia" presentata oggi a Roma (sala Ucsi Stampa cattolica, via in Lucina 16/a) dalla Caritas Italiana e dalla Fondazione Zancan, che hanno curato il volume edito da Il Mulino. I Centri di ascolto della Caritas e le varie mense delle città registrano in numero crescente persone che, pur avendo un lavoro fisso, dispongono di un reddito insufficiente a coprire le spese ordinarie del menage quotidiano, questo mentre dice mons. Giuseppe Pasini, presidente della Fondazione Zancan "la distribuzione della ricchezza evidenzia una crescente divaricazione sociale, con l’1% delle famiglie che possiede il 17,2% della ricchezza nazionale e il 10% del ceto più alto che possiede il 48,5% dei beni nazionali". Nel Rapporto si sottolinea che "la maggiore fragilità, di fronte a queste situazioni di ingiustizia, si registra tra i bambini, paradigma dell’esclusione sociale". (segue)