Per combattere l’intolleranza non basta la tutela legale ma occorre ripartire dall’educazione e da alternative da offrire ai giovani perché superino l’estremismo e l’odio. E’ in sintesi quanto scrive il segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan nel messaggio per la Giornata mondiale per la Tolleranza del 16 novembre. "Gli ultimi anni scrive – hanno visto un aumento di intolleranza e violenza in tutto il mondo. Individui e intere comunità diventano il bersaglio di brutalità e violenza, semplicemente a causa della loro identità etnica, religiosa o nazionale. Dobbiamo essere sempre pronti a correggere immagini distorte e a reagire in favore delle vittime della discriminazione". "Combattere l’intolleranza è in parte una questione di tutela legale. Il diritto alla libertà e alla religione è da tempo codificato dal diritto internazionale" si legge nel messaggio, "ma il diritto rappresenta solo il punto di partenza. Qualsiasi strategia che intenda costruire comprensione deve dipendere dall’educazione – circa le diverse religioni, tradizioni e culture. E’ necessario creare opportunità per le giovani generazioni, offrendo loro un’alternativa alla seduzione dell’odio e dell’estremismo. Le Nazioni Unite hanno lanciato un’Alleanza delle civiltà, che vuole superare le differenze ma le iniziative pubbliche devono trovare riscontro nel coinvolgimento individuale".