“Chi avrebbe immaginato che quel foglio di collegamento nato a Fiera di Primiero nel 1956 sarebbe diventato lo stradario mediatico di una nuova cittadinanza, capace di collegare tutti i continenti, fino a raggiungere oggi 36 redazioni in 22 lingue?. Questa città virtuale, impressa sulla cellulosa ma non per questo meno reale, abitata da uomini e donne che cercano la fraternità, è divenuta la piazza mediatica del confronto e del dialogo, dell’ascolto e della conoscenza, della proposta e della profezia, per tante persone desiderose di unità e verità”. Così mons. Claudio Giuliodori, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali della Cei, al convegno “Città Nuova, un progetto chiamato fraternità” tenutosi ieri a Roma a conclusione delle celebrazioni del 50esimo della rivista dei Focolari. “Questa città a cui rimanda idealmente la rivista non nasce da un progetto architettonico umano, ma dalla sapiente mano di Dio, che ci invita ad abitare la sua città, la città dell’amore”, ha aggiunto mons. Giuliodori. E poi: “In questo tempo carico di attese e di speranze, Città nuova è chiamata a farsi interprete e testimone, con professionalità e sapiente linguaggio giornalistico, che il Risorto è l’unica vera e credibile speranza, da cui ogni altra discende e prende senso”.