"Se a gennaio dovessi essere eletto quale nuovo presidente del Parlamento europeo, certamente mi batterei affinché la Dichiarazione di Berlino del 25 marzo 2007, sul futuro dell’integrazione europea, sia sottoscritta dalle tre istituzioni Ue (Parlamento, Consiglio e Commissione), e non solo dai capi di Stato e di governo". Hans-Gert Poettering, tedesco, attualmente alla guida del gruppo del Partito popolare all’interno dell’Assemblea Ue, spiega al Sir la sua "strategia", pur parlando sempre al condizionale. Questa sera a Strasburgo, il Ppe dovrebbe infatti indicarlo quale candidato ufficiale alla presidenza dell’Europarlamento per la votazione che si svolgerà il 16 gennaio. La consuetudine vuole infatti che sulla poltrona più alta dell’assise si verifichi un’alternanza ogni due anni e mezzo, pari alla metà della legislatura. Tutte le previsioni danno Poettering quale successore dell’attuale presidente, lo spagnolo Josep Borrell. "Io sono convinto spiega Poettering che il presidente del Parlamento debba anzitutto rispettare tutti i deputati e tutte le posizioni politiche che essi rappresentano" e deve impegnarsi "affinché, dentro l’Ue, l’Assemblea, eletta direttamente dai cittadini, accresca il suo ruolo politico e legislativo, come è avvenuto con i Trattati di Maastricht e Amsterdam". (segue)