"Dagli uragani ai terremoti, dalla siccità alla guerra, gli anni passati hanno mostrato che tutti i popoli e tutti i Paesi sono soggetti agli effetti catastrofici dei disastri e che una risposta coordinata all’emergenza è cruciale per prevenire la perdita di vita, per riabilitare le comunità e per stabilire strategie di sviluppo a lungo termine". Lo ha detto mons. Celestino Migliore, osservatore permanente della Santa Sede all’Onu, alla 61ma Assemblea generale delle Nazioni Unite, svoltasi ieri a New York.Uno degli aspetti "particolarmente positivi" della globalizzazione, ha fatto notare l’esponente vaticano, è la possibilità di "raccogliere un apparato di mezzi per la distribuzione dell’assistenza umanitaria. La risposta gradita e sempre più globalizzata alle emergenze umanitarie è la tesi di Migliore richiede una coordinazione che equilibri attentamente l’efficienza con il rispetto dell’autonomia dei differenti agenti umanitari", in modo da "formulare accordi e politiche che rispettino la specificità e il mandato delle agenzie umanitarie e consentano ad esse di continuare ad operare costruttivamente". Migliore ha citato la Santa Sede, "attiva nell’assistenza umanitaria in tutti gli angoli nel globo", come hanno dimostrato nel 2004 gli aiuti per lo tsunami e nel 2005 per il terremoto in Pakistan.