Lo Spirito Santo è, ha spiegato il Papa nell’Udienza generale, "come l’anima della nostra anima, la parte più segreta del nostro essere; è "sempre desto" in noi e "supplisce alle nostre carenze. Naturalmente ciò richiede "una grande comunione vitale con lo Spirito" e un invito a essere sempre più attenti alla sua "presenza silenziosa". Un altro insegnamento di san Paolo è "la connessione dello Spirito Santo con l’amore". Lo Spirito è, dunque, "una potenza interiore che armonizza il nostro cuore con il cuore di Cristo e ci muove ad amare i fratelli come li ha amati Lui". Tra i frutti dello Spirito Santo, al primo posto, ha ricordato Benedetto XVI, "Paolo pone l’amore, gioia, pace" e poiché "per definizione l’amore unisce, lo Spirito innanzitutto è creatore di comunione all’interno della comunità cristiana". È anche vero, ha aggiunto, "che lo Spirito ci stimola ad intrecciare rapporti di carità con tutti gli uomini, sicché quando noi amiamo, diamo spazio allo Spirito, gli permettiamo di esprimersi in pienezza". Da Paolo, ha concluso il Papa, "sappiamo che l’azione dello Spirito orienta la nostra vita verso i grandi valori dell’amore, la gioia, la comunione e la speranza. Spetta a noi far ogni giorno questa esperienza, assecondando gli interiori suggerimenti dello Spirito".