“La drammatica esperienza della parola negata e del grido soffocato attraversa l’intera storia dell’umanità” ma “la dignità dell’uomo non deve essere soffocata”, per questo “il cinema, mezzo di comunicazione, strumento di cultura e di profonda conoscenza, può essere prima di tutto il mezzo a cui affidare la memoria storica di tutte” le “realtà dimenticate”. E’ il pensiero centrale della riflessione di mons. John P. Foley, presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali, intervenuto questa mattina al convegno internazionale “La cospirazione del silenzio”, promosso alla Pontificia Università Gregoriana nella decima edizione del Festival del cinema spirituale Tertio Millennio. Il convegno è organizzato dal Pontificio Consiglio della cultura, insieme al dicastero di mons. Foley, l’Ente dello spettacolo e la Filmoteca vaticana. Un silenzio che per mons. Foley “può essere spezzato per diffondere il grido dell’umanità, per dare voce ai deboli e ai miseri che hanno perso ogni speranza”. Attraverso il cinema, con il suo “linguaggio universale che sa arrivare al cuore”, i giovani “possono imparare quanto è pericoloso l’odio, quanto è inaccettabile il razzismo, quanto è distruttiva l’intolleranza religiosa”.