BULLISMO: FERRARIS (PSICOTERAPEUTA), “INQUIETANTE ADATTAMENTO ALLA VIOLENZA”

“Un fenomeno da non enfatizzare, ma nemmeno da sottovalutare", sempre esistito, "ma oggi più presente per diversi motivi in ambito scolastico". Così Anna Oliverio Ferraris, docente di psicologia dell’età evolutiva all’Università “La Sapienza” di Roma, saggista e autrice del libro di prossima uscita “Piccoli bulli crescono” (Rizzoli), commenta al SIR, in un’intervista da domani on line, l’aggressione di alcuni ragazzi a un compagno disabile in un istituto tecnico di Torino, filmata e messa in rete. Per la psicoterapeuta, il bullismo è legato a "carenze educative, disagio scolastico e sociale", e a una sorta di "inquietante adattamento" di alcuni ragazzi alla violenza, indotto anche da un uso scorretto dei media, che li abituano “a consumare per puro divertimento scene di violenza”. “L’educazione ai sentimenti e alla convivenza inizia in famiglia”, spiega Oliverio Ferraris: “Se i ragazzi non la ricevono”, in loro “prevale una forma di egocentrismo che non sa vedere la sofferenza psicologica inflitta alla vittima e, pertanto, non ispira compassione”. Ma in ogni ragazzo violento “c’è una parte buona”: su questo fa leva il suo recupero che passa attraverso la “comprensione della sofferenza causata alla vittima”; “la consapevolezza delle motivazioni del proprio gesto” e “l’impegno di rimediare al male compiuto”.