“La serie di alluvioni meteorologiche e non, che via via, dal 3 luglio scorso in poi si stanno abbattendo sul Vibonese e la Calabria, potrebbero, se non sono lette in modo sapiente, ulteriormente spingerci all’atavica rassegnazione”. E’ quanto afferma don Piero Furci, direttore dell’Ufficio di Pastorale sociale e salvaguardia del creato della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, annunciando per domani, 17 novembre, la celebrazione diocesana della Giornata del ringraziamento, a tre mesi dall’alluvione che ha colpito Vibo Valentia e la sua provincia causando quattro morti. “E’ vero, mentre assistiamo finalmente al dipanarsi del sistema perverso che da tanto tempo tiene la nostra Calabria in regime di schiavitù – aggiunge don Furci – ci viene la tentazione di dire che non c’è più niente da fare per la nostra terra, ma la speranza cristiana però deve avere la meglio. Le voragini profonde, spirituali e materiali, che si stanno evidenziando, con gli eventi catastrofici di questi tempi possono diventare, per chi vuole realmente il cambiamento, dei solchi utili per costruire la nuova società in Calabria”. Per il sacerdote è ora di “darsi una mossa”, di “rialzare la testa”, di “farsi sentire” operando nelle “nostre comunità cristiane e nella società civile in modo coerente e trasparente”.