“Promuovere la conoscenza reciproca, superando distorsioni e pregiudizi” ed “evitare ogni forma di proselitismo”. Questi gli obiettivi principali del “Codice di comportamento” approvato dal Consiglio delle Chiese cristiane di Modena, e presentato oggi in una conferenza stampa. Il libretto – siglato da mons. Benito Cocchi, arcivescovo di Modena-Nonantola, Sergio Ribet, pastore della Chiesa evangelica metodista, e padre Giorgio Arletti, del Patriarcato di Mosca, parroco della Chiesa ortodossa modenese – contiene “alcune regole di buon comportamento ecumenico". "E’ scorretto – si precisa ad esempio nel testo – parlare di conversione ad una chiesa; si può passare da una confessione all’altra, ma ci si converte solo da Dio”. “Quando il fedele di una chiesa chiede di entrare in un’altra chiesa di confessione diversa – si raccomanda nel documento – il ministro di culto interessato, prima di accoglierlo, deve accertare con serietà le ragioni di tale scelta e, col consenso dell’interessato, informare il ministro della chiesa di provenienza”. Stessa prassi viene consigliata per i genitori che chiedano di fare battezzare i loro figli in una chiesa di confessione diversa dalla loro. In questi casi, “fatta salva la libertà di coscienza delle persone", per la diocesi di Modena “si deve bandire ogni forma di proselitismo diretto o indiretto, come l’utilizzo di aiuti materiali o facendo leva sulla mancanza di luoghi di culto o su momenti particolari di fragilità umana delle persone”.