"Ai Caldei, agli assiri ed ai siriaci iracheni devono essere garantiti i pieni diritti civili". A chiederlo, dal sito della sua diocesi, è mons. Sarhad Y. Jammo, dell’Eparchia caldea di San Pietro Apostolo a San Diego (Usa) che ricorda il "tragico periodo" in cui vive oggi l’Iraq dove "i musulmani uccidono altri musulmani in un deplorevole ciclo di vendette, ma i cristiani, sebbene non abbiano mai ucciso dei musulmani, ogni giorno vengono uccisi, derubati e fatti oggetto di violenza da parte di alcuni dei loro vicini e compatrioti arabi musulmani". Secondo il vescovo ci sono considerazioni che "dovrebbero imporre il rispetto per i cristiani dell’Iraq": "questa terra fu patria degli Assiri e dei Caldei migliaia di anni prima che gli arabi musulmani conquistassero la Mesopotamia; la cristianità penetrò in Mesopotamia sei secoli prima della invasione islamica. Nonostante le difficoltà durante il dominio musulmano i cristiani furono sempre leali verso il loro Paese". Per dare "giustizia ed un futuro sicuro ai cristiani in Iraq" mons. Jammo propone "una regione autonoma auto-amministrata dai cristiani nella Piana di Ninive, il ripristino del carattere religioso originario dei villaggi cristiani islamizzati, l’assegnazione alle città e le istituzioni cristiane irachene di una giusta parte della ricchezza naturale della terra e la destinazione di parte dei fondi per la ricostruzione irachena".