Tuttavia, "molto cammino resta ancora da fare", ha proseguito il Papa. Rispetto alle Chiese d’Oriente, essendoci un riavvicinamento tra la parte orientale e quella occidentale dell’Europa, "questo stimola le Chiese a coordinare i loro sforzi per la salvaguardia della tradizione cristiana e per l’annuncio del Vangelo alle nuove generazioni. Una tale collaborazione è resa particolarmente urgente dalla situazione di avanzata secolarizzazione soprattutto del mondo occidentale". Se, poi, con le Comunità ecclesiali d’Occidente ci sono "vari dialoghi bilaterali", che "registrano progressi nella reciproca conoscenza, nel superamento di pregiudizi, nella conferma di alcune convergenze, e nella stessa identificazione più precisa delle vere divergenze"; d’altra parte, sono emerse varie "importanti problematiche": "la difficoltà di trovare una comune concezione sul rapporto fra il Vangelo e la Chiesa e, in relazione a ciò, sul mistero della Chiesa e della sua unità e sulla questione del ministero nella Chiesa" e differenti posizioni "in campo etico" sulle attuali problematiche, che "ne hanno ridotto l’incidenza orientativa nei confronti dell’opinione pubblica”. C’è bisogno, perciò, "proprio da questo punto di vista, di un approfondito dialogo sull’antropologia cristiana". (segue)