CARD. RUINI: "LIBERARE LE SCIENZE DAL RIDUZIONISMO E FORMARE RICERCATORI APERTI ALLA TRASCENDENZA" (2)

La questione antropologica, nel suo carattere globale, ha avvertito Ruini, "può essere affrontata positivamente soltanto attraverso un approccio multidisciplinare, che chiama in causa, con le scienze empiriche e con la filosofia e la teologia, la storia, il diritto, le lettere e le arti. Non si tratta solo del convergere di diverse discipline, ma di un’autentica globalità, nella quale trovano spazio, insieme alle varie forme di conoscenza, il vissuto personale e sociale, con tutta la molteplicità dei rapporti e delle implicazioni che lo caratterizzano". Assumono dunque rilievo "sia le norme legislative, e in concreto la politica, sia le condizioni e gli interessi della vita sociale ed economica". In realtà, ha spiegato Ruini, "se esiste una possibilità concreta di orientare l’applicazione al soggetto umano delle nuove biotecnologie in modo da rispettare la sua specificità e dignità inalienabile, questa possibilità passa attraverso un grande lavoro e sforzo convergente, che dia forza a questa specificità dell’uomo nel contesto globale della nostra società e sia quindi in grado di influire realmente anche sull’operare dei ricercatori e degli specialisti". E’ questo uno dei motivi, ha concluso il presidente della Cei, “per i quali diventa oggi sempre più necessaria quella collaborazione tra credenti in Cristo e persone comunque sollecite della conservazione e dello sviluppo, nell’attuale contesto storico, di un umanesimo autentico, della quale si è fatto promotore straordinariamente autorevole lo stesso Benedetto XVI".