“È divertente considerare la sproporzione radicale tra i milioni di anni dell’evoluzione cosmica e le migliaia di anni dell’umana esistenza. Significa che non c’era alcun osservatore umano quando l’universo evolveva dall’iniziale sua singolarità”: lo ha detto l’arcivescovo di Lublino (Polonia), Jozef Zycinski, filosofo e teologo, nel suo intervento alla conferenza internazionale in corso a Roma su “Università e dottrina sociale della chiesa”. Secondo Zycinski, infatti, “per superare le odierne tendenze al riduzionismo biologico, occorre considerare la specificità culturale dell’umanità e i nostri tratti morali, estetici e intellettuali, che sono unici”. Riflettendo sulla dimensione interdisciplinare della dottrina sociale della Chiesa, ha poi aggiunto che “pur rimanendo un elemento della natura che si evolve e pur rimanendo soggetto alle leggi della biologia e della fisica, l’uomo è stato capace di creare un ricco mondo di valori spirituali, di arte, poesia e bellezza”. A proposito delle odierne tensioni tra “il consumismo occidentale e il fondamentalismo islamico”, ha poi detto che “è solo elevando lo status dell’approccio religioso che uno stabile ordine democratico può essere assicurato” evitando “lo scontro di civiltà" e questo dipenderà soprattutto "dal ruolo delle motivazioni religiose nel futuro dialogo tra le culture”.