BENEDETTO XVI ALL’ANGELUS: "L’ETERNITÀ GIÀ PRESENTE" NELLA "VITA TERRENA" (2)

"L’eternità – ha precisato il Papa – può essere già presente al centro della vita terrena e temporale, quando l’anima, mediante la grazia, è congiunta a Dio". Tutto passa, "solo Dio non muta" e quindi "tutti i cristiani, chiamati alla santità, sono uomini e donne che vivono saldamente ancorati a questa ‘Roccia’; hanno i piedi sulla terra, ma il cuore già nel Cielo, definitiva dimora degli amici di Dio". Ed è proprio "il nostro ultimo e definitivo destino" a dare "senso alle situazioni quotidiane". Benedetto XVI ha anche invitato a lasciarsi "attrarre" dai santi "verso la meta della nostra esistenza: l’incontro faccia a faccia con Dio" ed a pregare che "questa sia l’eredità di tutti i fedeli defunti". "La Vergine Maria, Regina di Tutti i Santi – ha concluso Benedetto XVI -, ci guidi a scegliere in ogni momento la vita eterna, la ‘vita del mondo che verrà’, come diciamo nel Credo; un mondo già inaugurato dalla risurrezione di Cristo, e di cui possiamo affrettare l’avvento con la nostra conversione sincera e le opere di carità". Dopo l’Angelus, il Papa ha salutato "con affetto" il gruppo che ha portato a Roma, dopo Tagaste (Algeria), Ippona, Tunisi e Malta, Ostia, la "Fiaccola del dialogo", simbolo di fede e di pace, su iniziativa dell’Ordine Agostiniano.