Parlando delle Beatitudini, il Papa, ieri nell’omelia per la celebrazione di Tutti i Santi, ha osservato: "Il Beato per eccellenza è solo Lui, Gesù. E’ Lui, infatti, il vero povero in spirito, l’afflitto, il mite, l’affamato e l’assetato di giustizia, il misericordioso, il puro di cuore, l’operatore di pace; è Lui il perseguitato a causa della giustizia". Le Beatitudini, quindi, "ci mostrano la fisionomia spirituale di Gesù e così esprimono il suo mistero, il mistero di Morte e Risurrezione, di Passione e di gioia della Risurrezione". Per Benedetto XVI, "questo mistero, che è mistero della vera beatitudine, ci invita alla sequela di Gesù e così al cammino verso di essa". "Nella misura in cui accogliamo la sua proposta e ci poniamo alla sua sequela, ognuno nelle sue circostanze, anche noi ha proseguito il Santo Padre – possiamo partecipare della sua beatitudine. Con Lui l’impossibile diventa possibile e persino un cammello passa per la cruna dell’ago; con il suo aiuto, solo con il suo aiuto ci è dato di diventare perfetti come è perfetto il Padre celeste". Il Papa ha concluso invitando ad imitare l’esempio dei santi per "rispondere con generosità, come hanno fatto loro, alla divina chiamata".