"I santi non sono una esigua casta di eletti, ma una folla senza numero", nella quale "non vi sono soltanto i santi ufficialmente riconosciuti, ma i battezzati di ogni epoca e nazione, che hanno cercato di compiere con amore e fedeltà la volontà divina". Lo ha detto, ieri mattina, Benedetto XVI nell’omelia della celebrazione eucaristica per la festa di Tutti i Santi. Il Papa ha, quindi, spiegato il significato di tale solennità: "Guardando al luminoso esempio dei santi risvegliare in noi il grande desiderio di essere come i santi: felici di vivere vicini a Dio, nella sua luce, nella grande famiglia degli amici di Dio". Essere Santo significa, ha aggiunto il Santo Padre, "vivere nella vicinanza con Dio, vivere nella sua famiglia. E questa è la vocazione di noi tutti, con vigore ribadita dal Concilio Vaticano II, ed oggi riproposta in modo solenne alla nostra attenzione". Ma come possiamo divenire santi? "All’interrogativo ha affermato il Papa – si può rispondere anzitutto in negativo: per essere santi non occorre compiere azioni e opere straordinarie, né possedere carismi eccezionali. Viene poi la risposta in positivo: è necessario innanzitutto ascoltare Gesù e poi seguirlo senza perdersi d’animo di fronte alle difficoltà".