"La libertà, che la Chiesa e i cristiani rivendicano, non pregiudica gli interessi dello Stato o di altri gruppi sociali e non mira ad una supremazia autoritaria su di essi, ma è piuttosto la condizione affinché si possa espletare quel prezioso servizio che la Chiesa offre all’Italia e ad ogni Paese in cui essa è presente". Lo ha detto il Papa, che nella parte finale del discorso rivolto al presidente Napolitano ha citato un passo del discorso pronunciato durante il Convegno ecclesiale nazionale di Verona. "Tale servizio alla società, che consiste principalmente nel "dare risposte positive e convincenti alle attese e agli interrogativi della nostra gente offrendo alla loro vita la luce della fede, la forza della speranza e il calore della carità, si esprime anche nei riguardi dell’ambito civile e politico", ha aggiunto Benedetto XVI sempre citando il suo intervento di Verona. "Se è vero che per la sua natura e missione la Chiesa non è e non intende essere un agente politico", tuttavia essa ha un interesse profondo per il bene della comunità politica", ha ribadito il Pontefice, specificando che "questi alti principi, proclamati dal Concilio Vaticano II, sono del resto patrimonio di molte società civili, compresa l’Italia".