"Ciò che è accaduto non ha senso. I nostri soldati caduti a Nassiriya non erano né eroi né martiri, ma servitori dello Stato in Iraq per contribuire alla ricostruzione. Non siamo andati in guerra ma a ricostruire, ad affiancare la popolazione locale. Prendersela con questi soldati è segno che la nostra società non ha più niente da dire. Manifesta contro se stessa mostrando la sua parte peggiore”. Così padre Giorgio Valentini, presidente dell’Associazione nazionale cappellani militari d’Italia commenta gli slogan anti-Nassiriya e i falò dei manichini dei militari italiani durante il corteo del Forum per la Palestina. Secondo il religioso "da parte dei nostri soldati c’è del rammarico per quanto è accaduto ma sono capaci di fronteggiare anche questo genere di attacchi. Fatta qualche rara eccezione, i nostri militari si sono sempre distinti per lo stile, anche etico, con cui affrontano le loro missioni di pace”. Padre Valentini esprime solidarietà alle famiglie dei caduti: "il rischio è quello di sentirsi tradite dal Paese ma nei momenti tragici l’Italia ha sempre mostrato grande compostezza e solidarietà, quindi credo che si sentano affettivamente protette dalla stragrande maggioranza della nostra società. Certamente è da attendersi anche una risposta forte dallo Stato, dalle Istituzioni e dalla politica. Un certo genere di proteste va fronteggiato”.