“Essere garante dei luoghi della cristianità non significa solo conservare il patrimonio di testimonianze, ma è anche rendere vive queste pietre, far sì che parlino a quanti compiono un pellegrinaggio in Terra Santa”. Lo ha detto oggi il Custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa, al Congresso internazionale dei Commissari di Terra Santa, il primo dopo 37 anni, in corso (fino al 26 novembre) a Gerusalemme. “Non dobbiamo abbassare la guardia, anzi, abbiamo dobbiamo usare la fantasia, adattare, scoprire, tutto quanto può essere utile a un ‘turismo di massa’ che qui si trova davanti a una realtà diversa, perché questa è terra di pellegrinaggi più che terra di vacanze. I Luoghi Santi curati dalla Custodia devono rimanere testimonianza di devozione, di fede, di lavoro”. “In una Terra dove essere cristiani non è scontato, di solito tollerato, a volte perseguitato, – ha aggiunto – l’esserci nonostante tutto è, e resta, la nostra vocazione principale”. Tra le sfide elencate dal Custode e poste all’attenzione dei Commissari, quella dell’informazione, “riuscire a trasmettere a quante più persone possibili la conoscenza della Terra Santa” e del dialogo. "La Terra Santa è il luogo del dialogo, nonostante i muri o forse proprio a causa dei muri. Ma il dialogo richiede preparazione, investimenti sulle persone, apertura. Abbiamo bisogno di religiosi seri che ci aiutino a dialogare, al di là di superficiali buonismi o anàtemi”.