Papa Benedetto XVI cita gli autori della sua giovinezza, Karl Adam, Romano Guardini, Franz Michel Willam, Giovanni Papini, Jean Daniel-Rops, che pubblicarono testi nei quali "l’immagine di Gesù Cristo venne delineata a partire dai Vangeli: come Egli visse sulla Terra e come, pur essendo interamente uomo, portò nello stesso tempo agli uomini Dio, con il quale, in quanto Figlio, era una cosa sola". "Così spiega il Papa attraverso l’uomo Gesù, divenne visibile Dio e a partire da Dio si poté vedere l’immagine dell’uomo giusto". In tempi più recenti, invece, "lo strappo tra il Gesù storico e il Cristo della fede divenne sempre più ampio": "I progressi della ricerca storico-critica condussero a distinzioni sempre più sottili tra i diversi strati della tradizione" e "la figura di Gesù, su cui poggia la fede, divenne sempre più incerta, prese contorni sempre meno definiti". Da qui un’interpretazione a partire dai Vangeli, nella consapevolezza che "questa figura è molto più logica e dal punto di vista storico anche più comprensibile delle ricostruzioni con le quali ci siamo dovuti confrontare negli ultimi decenni".