GIORNATA PER LA VITA 2007: MESSAGGIO CEI, "IL SENTIERO VIRTUOSO DELL’AMORE" (2)

Per chi ha il dono della fede, ogni vita umana "porta" l’impronta del Creatore ed "è destinata all’eternità", con la consapevolezza che essa "ci è stata affidata e non ne siamo i padroni assoluti". Chi ama la vita si interroga "anche sul senso della morte e di come affrontarla", ma "non cade nel diabolico inganno di pensare di poter disporre della vita fino a chiedere che si possa legittimarne l’interruzione con l’eutanasia, magari mascherandola con un velo di umana pietà". Sbagliato anche l’accanimento terapeutico. Amare la vita, proseguono i vescovi, "significa anche non negarla ad alcuno, neppure al più piccolo e indifeso nascituro, tanto meno quando presenta gravi disabilità". No, allora, alla "selezione eugenetica", al ritenere una vita "di minor valore o disponibile per la ricerca scientifica", al desiderio di un figlio "ad ogni costo", mentre "può anche essere adottato o accolto in affidamento". Di fronte alla "piaga dell’aborto", al "tentativo di legittimare l’eutanasia", al calo demografico, all’"umiliante sfruttamento della vita in cui si trovano tanti, soprattutto immigrati", per i vescovi "è necessaria una decisa svolta per imboccare il sentiero virtuoso dell’amore alla vita", con "dei ‘sì’, forti e lungimiranti a sostegno della famiglia fondata sul matrimonio, dei giovani e dei più disagiati". (segue)