“La Chiesa cattolica è sempre stata in prima linea nell’aiuto alle persone colpite da malattie infettive, come mostra la storia di tanti santi che hanno operato in ospedali, centri di cura, missioni, o delle congregazioni religiose, dei volontari laici, molti dei quali hanno sacrificato la loro vita per stare vicini e curare malati di morbi letali”: lo ha detto l’arcivescovo José Redrado, segretario del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, durante la presentazione della XXI Conferenza internazionale che si aprirà giovedì in Vaticano sulle malattie infettive. Redrado ha illustrato i dati di una inchiesta effettuata su scala mondiale tra 146 strutture sanitarie cattoliche, di cui il 64% ha dichiarato di occuparsi stabilmente di malattie infettive, il 59% di avere programmi sulla tubercolosi, il 45% sull’Aids e il 40% sulla malaria. “Queste strutture sono molto attive anche nel campo della prevenzione ha aggiunto Redrado e nella formazione degli operatori sanitari per poter bloccare o arginare la diffusione di tali malattie che sembrano riprendere piede”.