L’obbedienza non è "puro servilismo", ma "una virtù" da riscoprire, come "paradigma di esemplarità" anche per i laici cristiani. E’ quanto sostiene mons. Girolamo Grillo, vescovo di Civitavecchia-Tarquinia, in una riflessione su questo tema. "Parlare o scrive di ‘obbedienza’ al giorno d’oggi esordisce il presule sarebbe quanto mai azzardato. Si vive, infatti, in un’epoca che esalta, in maniera esorbitante, la libertà, anche se poi quest’ultima viene di fatto garantita soltanto a chi ne ha il potere". Se un tempo, dunque, "l’obbedienza era una virtù", oggi "l’obbedienza fa a calci con la mentalità dell’uomo moderno che ha assolutizzato il valore non soltanto della libertà, ma anche dell’uguaglianza". Mons. Grillo fa un esempio concreto: le dimissioni di don Luigi Sturzo da segretario del Ppi, per obbedienza appunto al Papa, che "non è da giudicarsi affatto come un puro servilismo, secondo la tesi dei moderni interpreti della vita stessa della Chiesa", anche cattolici". Una atteggiamento, quello del sacerdote di Caltagirone di cui è stato avviato il processo di beatificazione, per Grillo "quanto mai encomiabile dal punto di vista della fede. E’ a vero che a don Sturzo, non essendo un laico fu più facile esercitare la virtù conclude il vescovo di Civitavecchia ma egli rimane pur sempre un paradigma di esemplarità anche per i laici e soprattutto per quanti di essi sono impegnati nella vita politica".